Un dettaglio barocco del Duomo di Lecce illuminato dalla luce del tramonto
Un dettaglio barocco del Duomo di Lecce illuminato dalla luce del tramonto. Foto: AngelaAncona99 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Da Monteroni al centro storico

Monteroni di Lecce è a circa 7 chilometri dal centro storico del capoluogo. È una distanza che cambia il modo di organizzare la visita: non serve concentrare tutto in un'unica corsa, potete entrare in città la mattina, rientrare nelle ore più calde e tornare la sera, quando le facciate si accendono di luce artificiale. Il centro si gira a piedi e conviene lasciare l'auto fuori dalle mura, perché all'interno la circolazione è limitata e la sosta non è semplice.

Per chi arriva da questo lato della città, l'ingresso più naturale è Porta Rudiae. Da lì l'itinerario attraversa il cuore barocco e si chiude a Porta Napoli, toccando le tappe che danno a Lecce il suo carattere.

Prima di partire: la pietra leccese

Il barocco di Lecce non si capisce senza il suo materiale. La pietra leccese è una calcarenite tenera e compatta, che appena estratta si lascia intagliare con grande precisione e con il tempo si indurisce. Questa docilità ha permesso agli scalpellini di coprire portali, balconi e facciate con fiori, frutti, figure e volute di una finezza difficile da ottenere con altri materiali. Il colore caldo, che vira al miele nelle ore del tramonto, fa il resto. Fermatevi spesso a guardare da vicino: molto è nel dettaglio.

Porta Rudiae

È considerata una delle porte più antiche della città e prende il nome da Rudiae, l'insediamento messapico e poi romano che sorgeva poco fuori Lecce. In cima alla porta si trova la statua di Sant'Oronzo, patrono cittadino, affiancata da Sant'Irene e San Domenico. Superato l'arco, seguite le vie che puntano verso il centro.

Piazza del Duomo

La prima tappa importante è anche una delle più scenografiche. Piazza del Duomo è uno spazio chiuso, quasi un grande cortile, a cui si accede da un unico varco: entrando la si scopre tutta in una volta. Il duomo fu ricostruito a partire dal 1659 da Giuseppe Zimbalo, su incarico del vescovo Luigi Pappacoda, e consacrato nel 1670. Lo stesso architetto firmò il campanile, completato nel 1682, che sale per cinque ordini fino a una cupola ottagonale. Attorno alla piazza si affacciano il palazzo vescovile e il palazzo del Seminario: il colpo d'occhio è quello di una scena teatrale, e la sera l'effetto si accentua.

Piazza Sant'Oronzo

Pochi minuti a piedi e si arriva al centro della vita cittadina. Qui convivono due epoche. Da un lato si apre l'anfiteatro romano, riportato alla luce nel Novecento e visibile solo in parte, perché il resto si trova ancora sotto gli edifici circostanti. Dall'altro si alza la colonna di Sant'Oronzo: fu innalzata fra il 1666 e il 1686 sotto la guida di Giuseppe Zimbalo, reimpiegando i rocchi di una delle due colonne romane di Brindisi, crollata nel 1528 e donata a Lecce; in cima si trova la statua del santo. È un buon punto per una sosta e per orientarsi prima della tappa successiva.

Santa Croce

La basilica di Santa Croce è l'edificio che più di ogni altro rappresenta il barocco leccese. La sua facciata è il risultato di decenni di lavoro e di mani diverse: dal 1606 Francesco Antonio Zimbalo realizzò i tre portali, mentre il secondo ordine e il grande rosone, datato 1646 da un'iscrizione, si devono a Cesare Penna; Giuseppe Zimbalo completò la parte superiore. Il risultato si legge dal basso verso l'alto: una base più composta sostiene un registro superiore fittissimo di decorazioni. Accanto sorge l'ex convento dei Celestini, che con la chiesa forma un unico complesso monumentale.

Porta Napoli e Porta San Biagio

Il percorso si chiude a Porta Napoli, un arco trionfale eretto nel 1548 in onore di Carlo V, che aveva promosso il rafforzamento delle difese cittadine. Il progetto è attribuito all'architetto militare Gian Giacomo dell'Acaya; sul frontone triangolare campeggia lo stemma imperiale, accompagnato da armi e trofei. Se avete ancora energie, raggiungete anche Porta San Biagio, la terza porta storica ancora in piedi.

Come distribuire la giornata

  • Mattina: Porta Rudiae, piazza del Duomo e i vicoli circostanti, finché la luce è ancora morbida.
  • Tarda mattinata: piazza Sant'Oronzo, con l'anfiteatro e la colonna.
  • Ore centrali: rientro a Monteroni per una pausa, soprattutto nei mesi estivi o con bambini piccoli.
  • Pomeriggio e sera: Santa Croce, Porta Napoli e un secondo giro con le facciate illuminate.

Informazioni pratiche

Scarpe comode e una borraccia sono più utili di qualsiasi guida: le strade sono lastricate e d'estate la pietra chiara riflette il calore. Chiese e siti archeologici hanno orari che cambiano con la stagione e con le celebrazioni religiose, e alcuni ingressi possono essere a pagamento. Prima di partire verificate le informazioni aggiornate sui canali ufficiali del Comune di Lecce e dei singoli monumenti. Soggiornando a Monteroni avete il vantaggio di poter tornare in città più volte: Lecce si apprezza meglio a piccole dosi che in una sola, faticosa, maratona.

Una villa alle porte di Lecce

Masseria Cecora è a Monteroni di Lecce, a circa 7 km dal centro storico: 300 mq con giardino e barbecue, prenotabili per intero fino a 8 ospiti o come Casa Principale e Dépendance.